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La Storia
Il “Rinnovamento nello
Spirito Santo” si sviluppa in Italia agli inizi degli anni
‘70 e si configura oggi come un movimento ecclesiale. “Il
Rinnovamento nello Spirito Santo” in Italia è espressione
della grande corrente spirituale denominata “Rinnovamento
Carismatico Cattolico” o più semplicemente “Rinnovamento”,
inaspettatamente esplosa alla chiusura del Concilio Vaticano
II, in America. Oggi il Rinnovamento è diffuso in 204 Paesi
dei cinque continenti fra 82 milioni di cattolici, e assume
nelle varie nazioni stili, forme di vita e stati giuridici
diversi fra loro, anche se, in definitiva, riconducibili
all’unica, comune scaturigine.
Il Rinnovamento, sin dal
suo sorgere, appare come un esaudimento, tra tanti altri, di
quell’audace speranza profetica formulata da Giovanni XXIII
in preparazione al Concilio Ecumenico Vaticano II: “Rinnova
nella nostra epoca i prodigi come di una nuova Pentecoste” e
delle parole pronunciate da Paolo VI, nell’udienza generale
del 16 Ottobre 1974: “Voglia il Signore effondere, oggi, una
grande pioggia di carismi per rendere feconda, bella e
meravigliosa la Chiesa, capace d’imporsi all’attenzione e
allo stupore del mondo profano, del mondo laicizzante”.
Non possiamo non
ricordare come già Papa Leone XIII, il 1° gennaio del 1901,
avesse dedicato il ventesimo secolo allo Spirito Santo
intonando il Veni Creator Spiritus in nome della Chiesa
intera, dopo la pubblicazione dell’enciclica dedicata allo
Spirito Santo. Leone XIII esortava i cristiani a ritornare
al cenacolo di Pentecoste e invocare lo Spirito Santo per la
riunione della cristianità. Certamente la voce di Leone XIII
ha “bucato” il cielo, se osserviamo il rigoglio di movimenti
carismatici e di Chiese pentecostali che, proprio a partire
dal 1901 in una prima ondata, e successivamente, in una
seconda ondata proprio in coincidenza del Concilio Ecumenico
Vaticano II, si sono diffusi in ogni parte del mondo come
autentica risposta dell’unico Spirito alle preghiere dei
Papi per il rinnovamento spirituale di questo nostro secolo.
La grazia del
Rinnovamento cattolico è parte di un movimento di risveglio
carismatico suscitato dallo Spirito ancora più grande, per
così dire “trasversale”, che sta attraversando le tre grandi
tradizioni – cattolica, protestante ed ortodossa – e
coinvolgendo, secondo le ultime stime dei sociologi, circa
450 milioni di cristiani che si sforzano di testimoniare una
vita nuova nello Spirito a partire dall’esperienza
dell’effusione dello Spirito o battesimo nello Spirito,
esperienza di cui farò cenno più avanti.
Possiamo intravedere, in
questo fenomeno di rinnovamento tra i cristiani, sia a
livello teologico che di esperienza dei carismi, un
“anticipo” dell’opera che più sta a cuore allo Spirito
Santo: l’unione dei cristiani, l’unità della Chiesa. Il
Card. Suenens, tra i primi interpreti e promotori di questo
risveglio spirituale, affermava che “il terzo millennio vede
apparire all’orizzonte dei “segni” – tra i quali il
Rinnovamento è in modo particolare foriero di speranza – che
annunziano l’approssimarsi dell’unità visibile”: non ci
sarebbe, perciò, da stupirsi se questo soffio rinnovatore
fosse un segno di come lo Spirito sta spingendo le Chiese al
di là dei propri steccati. Lo ha fortemente intuito Giovanni
Paolo II, che nella Ut unum sint ci ha parlato di ecumenismo
spirituale, indicandoci poi nel Giubileo del 2000 “un
momento decisivo del cammino verso l’unità di tutti i
cristiani”.
La scelta di denominare
l’esperienza italiana “Rinnovamento nello Spirito” in luogo
di “Rinnovamento Carismatico Cattolico” è già degli inizi,
come effetto della prima riflessione teologica e della
mediazione culturale che gli iniziatori del movimento in
Italia ebbero a compiere per attestarne l’identità
cattolica. Il nome “Rinnovamento nello Spirito” è tratto
dalla lettera di san Paolo a Tito (cf 3, 5) nella quale
l’apostolo afferma che siamo salvati mediante un lavacro di
rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo. La
caratteristica inconfondibile dell’espressione adottata è
quella di polarizzare l’attenzione sullo Spirito Santo e non
sui carismi, sul Donatore e non tanto sui doni: in tal modo
risulta più facile ricordare che nessuno può
convenientemente attestarsi “carismatico” se non in
riferimento alla Chiesa, perché essa è carismatica.
Natura e spiritualità
L’esperienza carismatica
che contraddistingue il Rinnovamento non ha un fondatore,
come tante altre realtà ecclesiali, né un carisma
particolare da segnalare alla Chiesa e al mondo, ma vuole
contribuire a ridestare la struttura fisiologica
dell’esistenza cristiana, che è, per sua natura,
un’esistenza “nello Spirito”. Ecco perché già il Card.
Suenens definiva il Rinnovamento “una corrente di grazia
capace di dare una scossa alla Chiesa post conciliare”, e
ancora “un movimento dello Spirito che aiuti la Chiesa a
divenire tutta carismatica secondo le attese e le
proposizioni del Concilio Vaticano II”.
Il RnS è uno strumento
ecclesiale per una nuova comunicazione spirituale della
fede, ma non rappresenta in se stesso una nuova
spiritualità. Non si può neanche indicare una finalità
precisa del RnS, ma solo segnalare il suo dinamismo interno,
orientato al rinnovamento di tutta la Chiesa, in tutte le
sue manifestazioni vitali e in tutte le sue attività.
Afferma Giovanni Paolo II: “Tutta l’opera di rinnovamento
della Chiesa che il Concilio Ecumenico Vaticano II ha così
provvidenzialmente iniziato non può realizzarsi se non nello
Spirito Santo, cioè con l’aiuto della sua potenza”. Il Papa
evidenzia, quindi, che non è sufficiente un rinnovamento a
livello di documenti e di strutture ecclesiastiche se non
viene toccato il cuore dell’uomo, per opera dello Spirito
Santo.
Il Rinnovamento è aperto
a tutti, a ogni categoria ecclesiale e sociale, senza
distinzioni di età e di sesso, perché tutti possano fare la
meravigliosa esperienza della vita nello Spirito che,
secondo la promessa di Gesù, viene concesso senza misura (Gv
3, 34) a ogni uomo. Chi si accosta al Rinnovamento non si
trova di fronte a una proposta spirituale specifica o a un
tema preminente di vita spirituale, ma riflette e applica la
spiritualità propria della Chiesa che è animata dallo
Spirito, secondo il “manifesto di vita cristiana” proclamato
da Gesù nella Sinagoga di Nazaret. In quel capitolo 61 del
profeta di Isaia, Gesù parla dell’”unzione dello Spirito” e
noi possiamo rileggere la nostra triplice unzione
battesimale, la nostra alleanza sponsale con Cristo, secondo
l’insegnamento della Lumen Gentium e della Christifideles
Laici, così che in forza dello Spirito di Cristo ci rendiamo
disponibili a testimoniare l’opera sua, nella Chiesa e nel
mondo, esercitando con fede i tria munera di Cristo: il
potere sacerdotale, profetico, regale.
Fondamento teologico
La base teologica del
Rinnovamento è essenzialmente trinitaria, secondo la visione
della Chiesa segnalata dal Concilio Vaticano II nella Lumen
Gentium, particolarmente nella conoscenza progressiva della
persona dello Spirito Santo, della sua azione ininterrotta e
insostituibile nella Chiesa e in ciascuno di noi.
La relazione trinitaria
che il Rinnovamento ha riscoperto è una relazione di fede
personale intratrinitaria che genera un più acuto senso di
Dio (Gaudium et Spes, n. 7). Essa si manifesta in una nuova
esperienza dell’amore del Padre che rende capaci d’amare in
quanto amati; in una nuova esperienza della signoria di Gesù
Salvatore che rende capaci di annunziare senza vergogna il
Vangelo della salvezza al mondo; in una nuova esperienza
della potenza dello Spirito che rende i poveri ricchi, i
deboli forti, i malati sani, i peccatori figli di Dio e
fratelli ritrovati, che rende capaci di meraviglia e di
stupore tante coscienze cristiane addormentate o illuminate
dalla sola ragione. Pur nel suo carattere fortemente
personale, questa nuova relazione con il Padre, il Figlio e
lo Spirito Santo opera una conversione profonda e una
trasformazione della vita che si manifestano
specificatamente in una volontà ferma e crescente di
servizio ecclesiale e di testimonianza al mondo: se il
Cenacolo è il luogo privilegiato dell’esperienza dello
Spirito, il medesimo Spirito ci rende “pneumatofori”, in un
mondo, dice Gesù, che non può ricevere lo Spirito perché non
lo vede e non lo conosce (Gv 14, 17).
In termini sacramentali
si può dire che il Rinnovamento è fondato sul rinnovamento
di ciò che “ci costituisce in Chiesa”, vale a dire i
sacramenti dell’iniziazione cristiana: battesimo,
confermazione, eucaristia. Lo Spirito Santo, ricevuto
nell’iniziazione, è sempre accolto in modo più profondo, sia
sul piano personale che su quello comunitario, così che la
pratica vitale dei sacramenti rende la vita cristiana una
continua metanoia, cioè una “conversione permanente”, dopo
il primo, trasformante incontro con Gesù. Rinnovarsi è un
atto e un fatto: è un morire, ogni giorno, per rinascere
nuovi, è un mortificare l’uomo vecchio con le sue passioni
che si contrappongono alla volontà di Dio, per rivestire
l’uomo nuovo, reso dallo Spirito, ogni giorno, nuovo.
Il RnS a Ramacca
Nell'anno 1997 il
"Rinnovamento nello Spirito Santo" approda a Ramacca,
allorquando lo Spirito di Dio, servendosi di un sacerdote
vocazionista napoletano, don Luigi Monaco, che dopo vent'anni
si rincontrava con i parenti ramacchesi, seminava nel cuore
di questi il buon seme della sua Parola e faceva conoscere
l'esperienza di questo movimento. Inizialmente sono pochi,
soprattutto casalinghe, coloro che sperimentano in questo
cenacolo di preghiera un nuovo modo di lodare il Signore
nello Spirito Santo, ma ben presto il nuovo movimento
avrebbe spiegato le sue vele accogliendo intere famiglie,
giovani e anziani, desiderosi di dare voce a quel desiderio
di Dio per troppo tempo rimasto soffocato nel loro cuore.
Così lo Spirito di Dio continuava ad elargire al popolo di
Ramacca quelle benedizioni, che già da tempo gustava
attraverso le realtà ed i movimenti ecclesiali presenti.
Solo quando nel marzo del 2001 il primo gruppo di fratelli
riceverà la "preghiera di effusione", il gruppo otterrà il
riconoscimento ufficiale del comitato nazionale e potrà
eleggere l'organo "pastorale" e organizzare i primi
ministeri. Attualmente, il gruppo battezzato "Santa Famiglia
di Nazaret" ha un "pastorale" che si compone di tre membri,
che in comunione con i sacerdoti, guidano i fratelli con
l'aiuto di Gesù, buon pastore, perché cercando insieme la
Verità, si percorra la Via che porta alla Vita. Oggi, la
Santa famiglia di Nazaret conta cinque ministeri oltre a
quello pastorale: musica e canto, intercessione, recita del
rosario, accoglienza, servizio d'ordine, ma si propone di
pregare perché lo Spirito Santo susciti nuovi e molteplici
carismi per l'edificazione dei fratelli, del suo regno e per
la sua gloria. Gesù è il Signore, Alleluia !
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