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IL CIRCOLO
CULTURALE "S. Edith Stein" Ramacca
edithsteinramacca@hotmail.com
Il circolo
Culturale "S. Edith Stein" nasce a Ramacca, alla fine del
1998, all'interno della parrocchia Natività di Maria SS.
Pensato fin dai primi albori insieme al parroco, p.
Sebastiano Caniglia, questo gruppo ha voluto rappresentare,
senza troppe pretese, un ulteriore nuovo modo di
evangelizzare, un approccio diverso nei confronti di un
ambiente giovanile spesso restio a parlare di cristianesimo.
Costituito, all'inizio, come gruppo di studenti
esclusivamente universitari, ha saputo, in seguito, aprirsi
per inglobare al suo interno giovani che rappresentano altre
realtà, quali quelle lavorative o studenti di scuola media
superiore. Numerose le attività svolte dai membri del
Circolo: un concorso fotografico sulle tradizioni della
nostra città, alcuni incontri-dibattito dai temi più
svariati (il vertice di Seattle e la globalizzazione, sulla
bioetica e la clonazione, sugli effetti delle onde
elettromagnetiche) relazionati da eminenti professori
universitari e da esperti del settore, lo studio
dell'enciclica "Fides et Ratio" e la vita di S. Edith Stein,
l'approfondimento filosofico del senso religioso.
Il gruppo ha,
inoltre, organizzato da tre anni un servizio di orientamento
universitario, e collaborato con altre realtà parrocchiali
per la realizzazione di un recital dal titolo "Come il buon
samaritano" e con il comune di Ramacca, fornendo la regia
video e supporti multimediali a molte delle più importanti
manifestazioni tenutasi durante le precedenti edizioni
dell'Estate Ramacchese, prima fra tutte " Il mondo è mio"
che avuto la presenza di Cino Tortorella (in arte il mago
Zurlì).
Ha anche
realizzato alcuni documenti filmati (Ramacca negli anni '50;
Ramacca, la città del carciofo violetto; Viva u patriarca S.
Giuseppe) riguardanti la storia e le tradizioni culturali
della nostra città. Grazie a queste e a tante altre
esperienze, supportati da alcuni professionisti che ci hanno
gentilmente guidati, nel corso del tempo, il Circolo si è
appassionato al mondo della comunicazione e dei mass-media,
specializzandosi soprattutto nella regia video, che offre a
chiunque ne sia interessato, con l'ausilio di
apparecchiature di cui è fornito. Si è dunque aperta una
finestra su un mondo nuovo, nel quale con la carità e la
serietà di sempre, speriamo di poter rendere presente la
figura del cristiano nel nuovo millennio.
Edith Stein nasce a Breslavia,
capitale della Slesia prussiana, il 12 ottobre 1891, da una
famiglia ebrea di ceppo tedesco. Allevata nei valori della
religione israelitica, a 14 anni abbandona la fede dei padri
divenendo atea. Studia filosofia a Gottinga, diventando
discepola di Edmund Husserl, il fondatore della scuola
fenomenologica. Ha fama di brillante filosofa. Nel 1921 si
converte al cattolicesimo, ricevendo il Battesimo nel 1922.
Insegna per otto anni a Speyer (dal 1923 al 1931). Nel 1932
viene chiamata a insegnare all'Istituto pedagogico di
Münster, in Westfalia, ma la sua attività viene sospesa dopo
circa un anno a causa delle leggi razziali. Nel 1933,
assecondando un desiderio lungamente accarezzato, entra come
postulante al Carmelo di Colonia. Assume il nome di suor
Teresa Benedetta della Croce. Il 2 agosto 1942 viene
prelevata dalla Gestapo e deportata nel campo di sterminio
di Auschwitz-Birkenau dove il 9 agosto muore nella camera a
gas. Nel 1987 viene proclamata Beata, è canonizzata da
Giovanni Paolo II l'11 ottobre 1998. Nel 1999 viene
dichiarata, con S. Brigida di Svezia e S. Caterina da Siena,
Compatrona dell'Europa. Emblema: Un pugnetto di cenere e di
terra scura passata al fuoco dei forni crematori di
Auschwitz: è ciò che oggi rimane di S. Teresa Benedetta
della Croce, al secolo Edith Stein; ma in maniera simbolica,
perché di lei effettivamente non c'è più nulla. Un ricordo
di tutti quegli innocenti sterminati, e furono milioni, nei
lager nazisti. Questo piccolo pugno di polvere si trova
sotto il pavimento della chiesa parrocchiale di San Michele,
a nord di Breslavia, oggi Wroclaw, a pochi passi da quel
grigio palazzetto anonimo, in ulica (via) San Michele 38,
che fu per tanti anni la casa della famiglia Stein. I luoghi
della tormentata giovinezza di Edith, del suo dolore e del
suo distacco. Sulla parete chiara della chiesa, ricostruita
dopo la guerra e affidata ai salesiani, c'è un arco in cui
vi è inciso il suo nome. Nella cappella, all'inizio della
navata sinistra, si alzano due blocchi di marmo bianco: uno
ha la forma di un grande libro aperto, a simboleggiare i
suoi studi di filosofia; l'altro riproduce un grosso numero
di fogli ammucchiati l'uno sopra l'altro, a ricordare i suoi
scritti, la sua produzione teologica. Ma cosa resta
veramente della religiosa carmelitana morta ad Auschwitz in
una camera a gas nell'agosto del 1942? Certamente, ben più
di un simbolico pugnetto di polvere o di un ricordo inciso
nel marmo. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la
sua vicenda è balzata via via all'attenzione della comunità
internazionale, rivelando la sua grande statura, non solo
filosofica ma anche religiosa, e il suo originale cammino di
santità: era stata una filosofa della scuola fenomenologica
di Husserl, una femminista ante litteram, teologa e mistica,
autrice di opere di profonda spiritualità, ebrea e
agnostica, monaca e martire; "una personalità - ha detto di
lei Giovanni Paolo II - che porta nella sua intensa vita una
sintesi drammatica del nostro secolo". Elevata all'onore
degli altari l'11 ottobre 1998, la sua santità non può
comprendersi se non alla luce di Maria, modello di ogni
anima consacrata, suscitatrice e plasmatrice dei più grandi
santi nella storia della Chiesa. Beatificata in maggio (del
1987), dichiarata santa in ottobre, entrambi mesi di Maria:
si è trattato soltanto di una felice quanto fortuita
coincidenza? C'è in realtà un "filo mariano" che si dipana
in tutta l'esperienza umana e spirituale di questa martire
carmelitana. A cominciare da una data precisa, il 1917. In
Italia è l'anno della disfatta di Caporetto, in Russia della
rivoluzione bolscevica. Per Edith il 1917 è invece l'anno
chiave del suo processo di conversione. L'anno del passo
lento di Dio. Mentre lei, ebrea agnostica e intellettuale in
crisi, brancola nel buio, non risolvendosi ancora a
"decidere per Dio", a molti chilometri dall'università di
Friburgo dov'è assistente alla cattedra di Husserl, nella
Città Eterna, il francescano polacco Massimiliano Kolbe con
un manipolo di confratelli fondava la Milizia
dell'Immacolata, un movimento spirituale che nel suo forte
impulso missionario, sotto il vessillo di Maria, avrebbe
raggiunto negli anni a venire il mondo intero per consacrare
all'Immacolata il maggior numero possibile di anime. Del
resto - e come dimenticarlo? - quello stesso 1917 è pure
l'anno delle apparizioni della Madonna ai pastorelli di
Fatima. Un filo mariano intreccia misteriosamente le vite
dei singoli esseri umani stendendo la sua trama segreta sul
mondo. Decisiva per la conversione della Stein al
cattolicesimo fu la vita di santa Teresa d'Avila letta in
una notte d'estate. Era il 1921, Edith era sola nella casa
di campagna di alcuni amici, i coniugi Conrad-Martius, che
si erano assentati brevemente lasciandole le chiavi della
biblioteca. Era già notte inoltrata, ma lei non riusciva a
dormire. Racconta: "Presi casualmente un libro dalla
biblioteca; portava il titolo "Vita di santa Teresa narrata
da lei stessa". Cominciai a leggere e non potei più
lasciarlo finché non ebbi finito. Quando lo richiusi, mi
dissi: questa è la verità". Aveva cercato a lungo la verità
e l'aveva trovata nel mistero della Croce; aveva scoperto
che la verità non è un'idea, un concetto, ma una persona,
anzi la Persona per eccellenza. Così la giovane filosofa
ebrea, la brillante assistente di Husserl, nel gennaio del
1922 riceveva il Battesimo nella Chiesa cattolica. Edith
poi, una volta convertita al cattolicesimo, è attratta fin
da subito dal Carmelo, un Ordine contemplativo sorto nel XII
secolo in Palestina, vero "giardino" di vita cristiana (la
parola karmel significa difatti "giardino") tutto orientato
verso la devozione specifica a Maria, come segno di
obbedienza assoluta a Dio. Particolare non trascurabile -
un'altra coincidenza? - il giorno in cui la Stein ottiene la
risposta di accettazione da parte del convento di Lindenthal,
per cui aveva tanto trepidato nel timore di essere
rifiutata, è il 16 luglio del 1933, solennità della Regina
del Carmelo. Così Edith offrirà a lei, alla Mamma Celeste,
quale omaggio al suo provvidenziale intervento, i grandi
mazzi di rose che riceve dai colleghi insegnanti e dalle sue
allieve del collegio "Marianum" il giorno della partenza per
l'agognato Carmelo di Colonia. Il 21 aprile 1938 suor Teresa
Benedetta della Croce emette la professione perpetua. Fino
al 1938 gli ebrei potevano ancora espatriare, in America
perlopiù o in Palestina, poi invece - dopo l'incendio di
tutte le sinagoghe nelle città tedesche nella notte fra il 9
e il 10 novembre, passata alla storia come "la notte dei
cristalli" - occorrevano inviti, permessi, tutte le carte in
regola; era molto difficile andare via. In Germania era già
cominciata la caccia aperta al giudeo. La presenza di Edith
al Carmelo di Colonia rappresenta un pericolo per l'intera
comunità: nei libri della famigerata polizia hitleriana,
infatti, suor Teresa Benedetta è registrata come "non
ariana". Le sue superiori decidono allora di farla
espatriare in Olanda, a Echt, dove le carmelitane hanno un
convento. Prima di lasciare precipitosamente la Germania, il
31 dicembre del 1938, nel cuore della notte, suor Teresa
chiede di fermarsi qualche minuto nella chiesa "Maria della
Pace", per inginocchiarsi ai piedi della Vergine e domandare
la sua materna protezione nell'avventurosa fuga verso il
Carmelo di Echt. "Ella - aveva detto - può formare a propria
immagine coloro che le appartengono". "E chi sta sotto la
protezione di Maria - lei concludeva -, è ben custodito."
L'anno 1942 segnò l'inizio delle deportazioni di massa verso
l'est, attuate in modo sistematico per dare compimento a
quella che era stata definita come la Endlösung, ovvero la
"soluzione finale" del problema ebraico. Neppure l'Olanda è
più sicura per Edith. Il pomeriggio del 2 agosto due agenti
della Gestapo bussarono al portone del Carmelo di Echt per
prelevare suor Stein insieme alla sorella Rosa.
Destinazione: il campo di smistamento di Westerbork, nel
nord dell'Olanda. Da qui, il 7 agosto venne trasferita con
altri prigionieri nel campo di sterminio di
Auschwitz-Birkenau. Il 9 agosto, con gli altri deportati,
fra cui anche la sorella Rosa, varcò la soglia della camera
a gas, suggellando la propria vita col martirio: non aveva
ancora compiuto cinquantuno anni.
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