|
La vita
Così chiamato dalla città ove
svolse la sua principale attività e trascorse gli ultimi
anni della sua vita.
Giovanissimo entrò fra i
canonici regolari di S. Agostino, prima nella città natale
(Lisbona) poi a Coimbra. Al 1220 si fa risalire la sua
entrata nell’Ordine dei Frati Minori. Nello stesso anno
partì per il Marocco per andare a predicare fra i Saraceni,
ma, essendosi ammalato, dovette reimbarcarsi e nel viaggio
una tempesta lo spinse sulle coste della Sicilia.
Di qui andò ad Assisi, ove si
incontrò con San Francesco e ottenne di essere aggregato
alla provincia di Romagna, nel convento di Forlì.
Si diede quindi alla
predicazione, rivelandosi grandissimo oratore.
Dal 1225 al 1227 fu nella
Francia meridionale. Testimonianza innegabile dell’attività
apostolica di Sant’Antonio sono però le paci da lui promosse
tra persone e partiti in lotta, le usure represse, la
restituzione di cose rapinate, le donne perdute ricondotte
alla virtù, i prigionieri liberati, i banditi convertiti.
Affrontò coraggiosamente il
tiranno Ezzelino da Romano per chiedergli il riscatto dei
guelfi prigionieri a Verona, ma senza risultato, sebbene la
leggenda abbia trasformato questo incontro in una scena
edificante.
Stremato di forze si ritirò a
Camposampiero; avendo chiesto di essere portato a Padova,
morì per via nel convento delle Clarisse dell’Arcella.
Fu deposto nella chiesa di
Santa Maria Mater Domini e sulla sua tomba sorse la celebre
basilica.
Fu canonizzato nel 1232, dopo
soli 11 mesi dalla morte. Nel 1946 fu proclamato dottore
della Chiesa.
Scrisse numerosi sermoni che
conservano il vigore appassionato della sua oratoria, e
commenti alla Sacra Scrittura. Nella grande questione che
divise sin dalle origini l’Ordine francescano, tra i
rigoristi e i seguaci della regola temperata, tenne
decisamente per i primi.
Il suo culto gareggia in
popolarità con quello di Sant’Antonio Abate; la sua fama di
taumaturgo non è minore. Lo si ritiene protettore dei
matrimoni, e i fedeli lo invocano per il ritrovamento degli
oggetti smarriti.
Fonte: Grande Dizionario
Enciclopedico UTET
|