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LA DIOCESI DI CALTAGIRONE
 

 

 

 

Situazione socio-politico-religiosa della diocesi al momento della erezione

( a cura di don Sebastiano Caniglia )

 

Nel 1808 l'abate Paolo Balsamo di Termini Imerese, accompagnato dal conservadore Donato Tommasi, per incarico del viceré Francesco d'Aquino, principe di Caramanico, compiva un viaggio attraverso la Sicilia, per conoscere lo stato del regno. La relazione di questo suo viaggio è ancora oggi un documento storiografico importantissimo allo scopo di conoscere la situazione socio-politico-economica dell'isola all'inizio del secolo . Arrivando il 16 maggio a Caltagirone, così il dotto Abate la descrive: "Caltagirone è una città di venti e più mila abitanti, la quale essendo nobilitata dal soggiorno di diversi illustri e ricche famiglie, avvivata bastantemente dal lusso e dalla consumazione, e ornata da qualche bella piazza e strada, e da diverse pubbliche Opere ed edifici di più sorti, con ragione ha il primato tra le mediterranee ed è una tra le più distinte di tutto il Reame... Il mercato, la novella prigione, il teatrino fuori del paese destinato al pubblico passeggio, le due magnifiche strade, l'una delle quali metterà nella Consolare e l'altra condurrà a Terranova, l'abbondanza delle vettovaglie, due ospedali, un Monte di imprestito, che tiene in circolazione sette o otto mila once, qualche appariscente tempio e palazzo sono quivi oggetti che meritano l'attenzione del forestiere" . L'attento viaggiatore, dopo aver descritto minuziosamente la situazione economica della città, soprattutto nel versante dell'agricoltura, esprime dei giudizi sul costume: "Caltagirone non ci parve allegra, ed io la trovai meno vivace e gioconda, che conosciuta l'avea diciassett'anni prima. Tutti ne parlavano come di un luogo, dove raro non era l'ozio, e nel quale di sovente regnava la diffidenza, le gare, e le animosità tra alcuni primari cittadini..." . Il Balsamo, infine, conclude la sua relazione affermando che Caltagirone è "una città, la quale per le sue circostanze e molti pregi della natura e dell'arte può avere un nome, ed essere collocata tra le distinte in qualunque stato d'Europa" .

 

 

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