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LA DIOCESI DI CALTAGIRONE
 

 

 

 

Situazione socio-economica

( a cura di don Sebastiano Caniglia )

 

La cittą viveva in larga misura del commercio interno originato dai prodotti della campagna e di un'attivitą artigianale che, accanto ai tradizionali mestieri della sartoria, delle calzature e della falegnameria, aveva, come attivitą primaria, la fabbricazione delle funi e, soprattutto, la lavorazione delle ceramiche. L'artigianato e la ricchezza della produzione agricola facevano di Caltagirone un centro di primo piano tra quelli dell'interno dell'isola . Quando, infatti, il parlamento siciliano, nel 1813, abolite le antiche ripartizioni in tre valli nelle quali era divisa l'isola, fin dall'epoca araba, si pronuncerą per la divisione in 23 distretti, Caltagirone verrą innalzata a capoluogo di un territorio del quale facevano parte quasi gli stessi comuni che, poi, dal 1816, costituiranno la diocesi di Caltagirone: Grammichele, Licodia, Militello, Mineo, Mirabella, Palagonia, Ramacca, S. Cono, S. Mi-chele, Vizzini . Erano comuni per lo pił di origine feudale (se si eccettui Mineo e Vizzini) che riconoscevano in Caltagirone le caratteristiche del capoluogo, contribuendo a creare un'area di identitą geografica, ma anche culturale e sociale, la quale verrą chiamata del Calatino e che da questa riforma amministrativa ricevette anche una dimensione politica .

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