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PARROCCHIA NATIVITA' DI MARIA SS.

- Chiesa Matrice -

L'INTERNO

 

 

 

 

L'interno della chiesa, senza uno stile architettonico ben definito, è ad unica navata adorna di lesene parietali con abaco, che sostiene, fra l'altro, le cinque arcate della volta reale di gesso.

Sull'arco trionfale dell'abside si legge:

"Nativitas tua gaudium annunziavit universo mundo" 

La tua Natività annunziò a tutto il mondo una grande letizia.

Dopo un restauro non invasivo, pur conservando ciò che di prezioso conteneva, la chiesa ha acquisito nuove linee moderne ed eleganti che l’hanno ulteriormente arricchita, valorizzando e rendendo più visibili fedeli alcune opere d’arte: la custodia lignea dell’Eucaristia, il Crocifisso ed il simulacro della Madonna della Natività.

Il presbiterio include l'antico altare maggiore di marmi policromi, sormontato dal Crocifisso ligneo del '700, la mensa e l’ambone, di nuova realizzazione, in pietra serena.

Le pareti della Chiesa, delicate nei colori e decorate di graziosi stucchi, comprendono altari di marmo policromo e di pietra serena nel seguente ordine:

 

Entrando, da sinistra:

Altare con statua di gesso di S. Lucia.

Altare con monoblocco ligneo rappresentante la Natività di Maria SS., di Giuseppe Stuflesser da Ortisei (BZ), del 1951.

Altare con simulacro “rococò” della Madonna della Natività d'ignoto autore del '700.

 

Entrando, da destra:

Altare con simulacro ligneo di S. Francesco da Paola degli inizi del 1800.

Altare con simulacro ligneo di S. Giuseppe del '700.

Tabernacolo con custodia lignea settecentesca per il S.S. Sacramento.

Fonte battesimale in pietra serena e marmo di Carrara.

Nell'interno della chiesa sono conservate anche due lapidi marmoree con epigrafi di particolare interesse storico poste entrando a sinistra; la prima, in latino, ricorda la prima visita pastorale di mons. Salvatore Ventimiglia, Vescovo di Catania, il 18 Aprile 1759.

La seconda lapide, invece, ricorda la fondazione della parrocchia e l'insediamento del suo primo parroco: "Pontefice Pio X - Vescovo di Caltagirone Damaso Pio De Bono - questa chiesa madre il dì 24 ottobre 1909, venne eretta in parrocchia e il dì 9 novembre dello stesso anno, il Rev.mo Don Giuseppe Scuderi Vicario Foraneo nominato Primo Parroco plaudendo unanimi il Clero, il Municipio e il Popolo di Ramacca, iniziò in essa il suo pastorale ministero".

 

La chiesa natività di Maria SS., sin dalla sua fondazione, esercitò la cura delle anime della nuova terra di Ramacca, in sostituzione della piccola chiesa del SS. Crocifisso, come lo storico abate catanese Vito M. Amico ( 1697 – 1762) scrisse, essa era servita da un vicario: “[…] Ramacca […] comprendesi nei confini della Camarca di Catania, il cui vescovo gli assegna un vicario […]”. Infatti, è proprio in una delle sue relazioni ad limina, e precisamente in quella del 12 settembre 1712, che mons. Andrea Riggio, Vescovo di Catania (1693 – 1717), fra le antiche città e terre della diocesi, annovera per la prima volta anche il nuovo villaggio di Ramacca “[…] quibus quidem vetustis dioecesis locis modernis nostris tempestatibus, duo alia exigua rura sunt aucta vide licet: Mirabella et Ramacca […]” (a questi antichi centri abitati della diocesi nei nostri tempi così travagliati si sono aggiunti due altri piccoli villaggi: Mirabella e Ramacca).

Così è anche testimoniato in altre visite pastorali del 1734 e del 1736 del Vescovo Pietro Galletti dove vi si legge: il Vicario generale can. Giovanni Rizzari raggiunse Ramacca, ed ivi visitò l’unica matrice chiesa, non essendovene altre per la piccolezza del villaggio, e in quella del 24 giugno del 1736 si dice che vi amministrò il sacramento della confermazione.

È da ricordare che prima ancora della fondazione di Ramacca, nell’ex feudo della Gabella, vi era una chiesa del 1500, dedicata prima a S. Giacomo e poi a S. Maria de Conadomini o delle Grazie che il 2 settembre 1782 era stata eretta in parrocchia dal Vescovo catanese mons. Corrado M. Deodato de Moncata. Il parroco aveva spiritualmente assistito i vari nuclei di coloni, che abitavano il vasto territorio feudale, i cui registri degli atti di nascita che fino allora erano stati raccolti e custoditi nella chiesa della contrada Gabella, furono portati a Ramacca nel 1820 circa.

La comunità di Ramacca fu assegnata alla Diocesi di Caltagirone, nell’ambito del riassetto delle Diocesi siciliane avvenuto con la bolla pontificia In suprema militantis Ecclesiae di papa Gregorio XVI nel 1844.

In seguito, il 24 ottobre 1909, accogliendo benevolmente le preghiere del Municipio e del popolo ramacchese, il Vescovo Mons. Damaso Pio De Bono la eresse a Parrocchia.

 

 

 

 

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