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Il convento, annesso alla chiesa dell'Immacolata,
che ancora oggi ospita la parrocchia di S. Giuseppe,375 detto "decentissimo"
dal V. Amico, fu fondato dal principe Francesco Gravina.376 Il 16 aprile
1746 ne fu chiesta l'autorizzazione a mons. Pietro Galletti, Vescovo
di Catania (1733-1757), allora Ordinario della terra di Ramacca, ed
alla S. Congregazione dei Religiosi, che fu concessa con lettere rilasciate
rispettivamente il 16 agosto 1746 ed il 30 gennaio 1747. assegno demaniale
o comunale è assegnato per la chiesa, la quale è aperta al pubblico
per cura e devozione di un religioso dell'Ordine, che veste per Rescritto
Pontificio da Sacerdote secolare e ne è Rettore" Inizialmente la chiesa
del convento fu dedicata alla Vergine Addolorata; ma nel 1858, in seguito
alla proclamazione del domma dell'Immacolato Concepimento di Maria,
fatta nel 1854, da Pio IX (G. M. Mastai Ferretti 1846-1878), di cui
i cappuccini erano stati strenui difensori, essa fu posta sotto gli
auspici dell'Immacolata. La chiesa dell'Immacolata, con prospetto neo
classico, è ad unica navata, decorata di stucchi e di altari, ornati
delle tele ad olio della Croce, dell'Addolorata e di alcuni Santi cappuccini,
nonché delle statue di legno di S. Luigi Gonzaga di Luigi Santifaller
da Ortisei, del Cristo alla colonna, dell'Addolorata e di un Crocifisso,
tutte d'ignoti autori d'epoca.
L'abside, ristrutturata nel 1977,
conserva ancora la nicchia di fondo con la statua di legno della Madonna,
anch'essa d'ignoto autore; l'altare centrale con sedia presidenziale,
ambone e fonte battesimale di marmo dei fratelli Alberghina da Caltagirone;
ed, infine, un tabernacolo di legno intarsiato dell"800. In esecuzione
delle leggi eversive del 7 luglio 1866, n. 3036 e del 16 agosto 1867,
il convento fu soppresso e venduto all'asta, col n. 650, il 12 novembre
1883 in Mineo; esso fu aggiudicato per il prezzo di L. 8.398, per gli
stabili mobili composti di n. 8 stanze ed un cortile a pianterreno e
di n. 20 stanze al primo piano, al sig. Gravina Francesco, principe
di S. Flavia di Ramacca. Questi, dopo averlo trasformato in palazzo
principesco, in data 6 maggio 1892 lo vendette al fratello conte Biagio
Gravina per la somma di L. 9.133, che, col giardino annesso, lo trasformò
in villa, che prese nome dalla moglie Blandine Buloz, figliastra del
grande musicista Richard Wagner.
Col fallimento del conte Biagio, l'ex
convento-villa Blandine fu venduto all'asta presso la pretura di Caltagirone,
che fu aggiudicata a donna Santina Santagati, sorella di don Giacomo,
primo sindaco di Ramacca. In seguito, esso fu acquistato da don Ignazio
Pace per la somma di L. 8.550 nel mese di maggio 1917, nella sala delle
udienze del Tribunale di Caltanissetta; quest'ultimo, morto senza eredi,
lasciò usufruttuari del fabbricato la moglie Rogavero Rosalia e Marco
Polo; e come proprietari i sig.ri Zangara Mario fu Arcangelo, Lizio
Giuseppe, Liuzzo Rosalia e Vincenza, Caristia Vincenza. Dopo di che
l'ex convento, perduta la struttura architettonica interna, fu diviso
in piccoli appartamenti.
La chiesa, invece, rimasta aperta
al culto, con decreto dell'8 dicembre 1952 di mons. Pietro Capizzi (1937-1960),
ospitò, ed ancora ospita, la nuova parrocchia di S. Giuseppe, patrono
del paese, in attesa che possa aver luogo la costruzione di una nuova
chiesa più ampia e più decorosa.
Quod est in votis!
La parrocchia è dotata di casa canonica.
Ricordiamo come rettori della chiesa dell'Immacolata i rev.di Giacomo
Branciforte e Angelo Lizio (1894 e 1978).
Da "La diocesi di Caltagirone,
storia - arte - istituzioni". Giuseppe Orrigo, Catania 1993
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| prima del
restauro |
dopo il
restauro |
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