Le Chiese

 

 

 

Chiesa Matrice

Genetliaco della Parrocchia

Chiesa San Giuseppe

Chiesa Santa Rita

Chiesa Sacro Cuore

 

PARROCCHIA NATIVITA' DI MARIA SS.

- Chiesa Matrice -

CHIESA MATRICE La chiesa, dedicata alla Natività di Maria, è sita accanto alla grande piazza centrale del paese fondato agli inizi del 1700. Fu allora che il principe Ottavio Gravina, dando attuazione alla "Licentia Populandi”, concessa nel 1688 dal Re Carlo II (1655 – 1700) al proprio genitore Sancio, primo Principe del feudo di Ramacca,  prese a “raccorre gente" per edificare la nuova terra, attorno alla preesistente chiesetta baronale del '500-'600, dedicata al SS. Crocifisso.

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L'ESTERNO Il prospetto principale della chiesa, ad un ordine architettonico assai modesto, è rivolto a Settentrione. Ben delineato da due grandi lesene di pietra arenaria, con alti basamenti e fregio e dal frontone terminale con croce di ferro, è adornato di un grande portale centrale con timpano, sovrastato da un piccolo rosone. Il prospetto secondario, invece, ha cinque finestre ed un cornicione, che percorre l'intera parete sinistra della chiesa.

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L'INTERNO

L'interno della chiesa, senza uno stile architettonico ben definito, è ad unica navata adorna di lesene parietali con abaco, che sostiene, fra l'altro, le cinque arcate della volta reale di gesso.

Sull'arco trionfale dell'abside si legge:

"Nativitas tua gaudium annunziavit universo mundo" 

La tua Natività annunziò a tutto il mondo una grande letizia.

Dopo un restauro non invasivo, pur conservando ciò che di prezioso conteneva, la chiesa ha acquisito nuove linee moderne ed eleganti che l’hanno ulteriormente arricchita, valorizzando e rendendo più visibili fedeli alcune opere d’arte: la custodia lignea dell’Eucaristia, il Crocifisso ed il simulacro della Madonna della Natività.

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ORDINAMENTO CANONICO  La chiesa della Natività di Maria SS., sin dalla sua fondazione, esercitò la cura delle anime della nuova terra di Ramacca, in sostituzione della piccola chiesa del SS. Crocifisso. Come scrisse lo storico abate catanese, Vito M. Amico (1697 - 1762), “Essa era servita da un vicario: "L..] Ramacca L.,] comprendesi nei confini della Comarca di Catania, il di cui vescovo gli assegna un vicario [.. .]". Infatti, è proprio in una delle sue relazioni ad limina, e precisamente in quella del 12 settembre, VI indizione 1712, che mons. Andrea Reggio, Vescovo di Catania (1693-1717), fra le antiche città e terre della diocesi, annovera per la prima volta anche il nuovo villaggio di Ramacca: "L..] quibus quidem vetustis dioecesis locis modernis nostris tempestatibus, duo alia exigua rura sunt aueta videlicet: Mirabella et Ramacca L.. ]", A questi antichi centri abitati della diocesi nei nostri tempi così travagliati si sono aggiunti due altri piccoli villaggi: Mirabella e Ramacca.

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