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«Le lacrime di
Maria appartengono all’ordine dei segni: esse testimoniano
la presenza della Madre nella Chiesa e nel mondo. Piange una
madre quando vede i suoi figli minacciati da qualche male,
spirituale o fisico.
Sono lacrime di dolore per
quanti rifiutano l’amore di Dio, per le famiglie disgregate
o in difficoltà, per la gioventù insidiata dalla civiltà dei
consumi e spesso disorientata, per la violenza che tanto
sangue ancora fa scorrere, per le incomprensioni e gli odi
che scavano fossati profondi tra gli uomini e i popoli. Sono
lacrime di preghiera: preghiera della Madre che dà
forza ad ogni altra preghiera, e si leva supplice anche per
quanti non pregano perché distratti da mille altri
interessi, o perché ostinatamente chiusi al richiamo di Dio.
Sono lacrime di speranza,
che sciolgono la durezza dei cuori e li aprono all’incontro
con Cristo Redentore, sorgente di luce e di pace per i
singoli, le famiglie, l’intera società».
Giovanni Paolo II, omelia per la Dedicazione
del
Santuario di Siracusa, 6 novembre 1994
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